Intossicazione da Entoloma sinuatum

Grazie alle piogge di questi ultimi giorni, sono finalmente "spuntati i funghi". La stagione micologica è iniziata e con essa la comparsa di numerose specie fungine, molte commestibili altre velenose o tossiche o mortali.

 Anche quest'anno però, già nelle prime giornate di abbondanza di specie fungine, si è verificata un'intossicazioni per avere consumato funghi tossici, con esito fortunatamente non grave.

In questo caso, come del resto avviene per la maggior parte degli avvelenamenti, l'incauto raccoglitore, per verificare la commestibilità della specie raccolta, Entoloma sinuatum, si è basato sul bell'aspetto e il buon profumo che emanava il carpoforo. Poi, essere più tranquillo ed "eliminare eventuali tossine" contenute nel fungo che non conosceva, lo ha cotto con dell'aglio e servito in tavola alla figlia e alla moglie.

Risultato di tale negligenza....... tre persone sono finite all'ospedale e sottoposte a costosi trattamenti sanitari di disintossicazione (somministrazione di carbone attivo, lavanda gastrica ecc.). ....... questa volta è andata bene, per fortuna si trattava solo di Entoloma sinuatum e non di altre specie altrettanto belle da vedere ma di parecchio più tossiche.

SCHEDA SINTETICA DELLA SPECIE

Entoloma sinuatum
Sin. Entoloma lividum

 

(Tavola tratta dal testo "I FUNGHI VELENOSI" di G. D'ANTUONO E R. TOMMASI)

Entoloma_sinuatum_01

Entoloma_sinuatum02
Entoloma_sinuatum03Fotografie di Giancarlo Medici

Colocazione sistematica della specie:
Regno dei funghi
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Entolomataceae
Genere Entoloma

Chiamato "LE PERFIDE" dai francesi per il suo bell'aspetto e il suo odore gradevole di farina fresca.

Etimologia del nome : dal latino lividum = livido, per il suo colore, sinuatum = ricurvo, ripiegato per il comportamento del gambo.

Descrizione della specie
Cappello:
Dimensioni: da medie a grandi (5÷20 cm), carnoso, prima globoso, campanulato, convesso , piano al centro, infine disteso, ampiamente umbonato e depresso.
Margine: pruinoso, ondulato , a volte lobato e fessurato, involuto da giovane, diventa piano con l'età.
Cuticola: non separabile, secca a tempo asciutto, viscida con tempo umido, liscia e brillante e poi pruinosa, di colore dal grigio cenere al bruno pallido o ocra, con sfumature biancastre; numerose fibrille radiali, essiccando si apre radialmente.

Lamelle:
Colore: a fungo giovane sono di color crema giallastro, poi con la maturazione delle spose che sono rosa, si colorano di rosa sempre più carico fino al rosa salmone.
Si inseriscono al gambo in modo più o meno smarginate poi decorrenti per un dentino, disuguali, con tagliente prima intero poi irregolare e seghettato. Abbastanza rade, con lamellule al margine.

Gambo:
alla frattura stride come rompere un ramo secco, robusto e duro, pieno ma presto midolloso, cilindrico, spesso bulboso ed incurvato.
Prima pruinoso di colore biancastro, poi fioccoso e grigio-giallastro.

Carne:
Soda e compatta, fibrosa nel gambo, bianca.
Odore buono e gradevole di farina fresca, poi nauseante di farina rancida con l'età.

Habitat:
in autunno, sotto latifoglie, in luoghi umidi con qualsiasi tipo di suolo, ma preferisce terreni calcarei, a gruppi di due o tre esemplari anche uniti alla base del piede. E' molto comune.

TOSSICO: l'intossicazione con questa specie può avere effetti letali su soggetti con patologie in atto, bambini e anziani....

SINDROME GASTROINTESTINALE
La sintomatologia è di natura gastroenterica, più o meno grave a seconda della quantità di fungo ingerita dal soggetto colpito. Possono essere presenti nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, cefalea, vertigini, bradicardia, difficoltà di respirazione, possibili crampi muscolari, disturbi circolatori, epatici e renali . La risoluzione è di solito benigna ma non si escludono casi mortali legati a particolari condizioni fisiche del soggetto stesso.

PERIODO DI LATENZA: breve :da pochi minuti fino a 6 -7 ore, a volte anche dopo 15 ore.

Osservazioni:
Questa specie, contiene diverse di tossine molto pericolose; le prime, nell'arco di pochi minuti attaccano le mucose dello stomaco irritandole e provocando vomito violento e incoercibile; questo fa si che le tossine più pericolose che sarebbero entrate in circolo con la digestione, vengono rigettate. Per questo motivo, "di solito" si ha un'intossicazione meno grave, ma che necessita dell'intervento dei medici di pronto soccorso. (non vi è la certezza di avere rigettato tutte le tossine ingerite nel pasto) . Può capitare che, per svariati motivi, il soggetto non vomiti immediatamente il pasto o che questo avvenga in ritardo (oltre le due ore), consentendo alle tossine di entrare in circolo. - L'avvelenamento potrebbe avere effetti letali, soprattutto se si tratta di bambini e persone anziane o affetti da patologie specifiche.

Possibilità di confusione:
Clitocybe nebularis, Lyophyllum (sp)


ATTENZIONE......
Le dicerie popolari su come riconoscere i funghi commestibili da quelli velenosi, non sono assolutamente da considerare.
E' solamente per puro caso se non ci si avvelena mangiando funghi.

Tutti avranno sentito dire che "i funghi che crescono su legno sono tutti buoni", "quelli con l'anello sono tutti buoni", "il gatto ha mangiato i funghi e non è morto: quindi erano buoni", "se l'argento non diventa nero il fungo è buono". Al contrario sono proprio queste credenze che portano a mangiare, prima o poi, funghi velenosi od anche mortali.
- Le amanite mortali per esempio sono tutte munite di anello.
- Esistono famigliole che crescono su legno che sono tossiche
- la regola che i funghi mangiati da animali siano buoni non è assolutamente vera. Gli animali, cani, gatti, polli, lumache, ecc., hanno un diverso apparato digerente quindi non è detto che reagiscano nello stesso modo alle tossine dei funghi. Le lumache in particolare, non avendo il fegato sono immuni ai veleni dei funghi, altri reagiscono molto tempo dopo averli mangiati.
Altre dicerie da non considerare
- i funghi cotti con aglio, argento o altro diano garanzie di commestibilità
- sono velenosi se cresciuti vicino a materiale ferroso
- al passaggio di un serpente diventino tossici
- che cambiano colore se manipolati siano tutti velenosi
- perdano pericolosità se privati di cuticola, imenio o altre parti.

N.B.: L'unico metodo per riconoscere i funghi commestibili da quelli velenosi e quello di conoscere alla perfezione tutti i caratteri morfologici della specie che si intende consumare e dei sosia simili velenosi.

Nel dubbio, i funghi non vanno consumati.

06/10/2009 - Giancarlo Leonardi - Gruppo Naturalistico Modenese