I Boleti velenosi

Va detto in linea di massima che i boleti velenosi sono funghi a tossicità moderata, non grave che si manifesta essenzialmente se vengono ingeriti crudi o non sufficientemente cotti ad eccezione di una specie il Boletus satanas che va considerato prudenzialmente sempre tossico.
Oltre alla taglia che è generalmente robusta due caratteri accomunano queste specie: i pori che assumono una colorazione da arancione sino a rosso scarlatto e la carne che nella quasi totalità delle specie si ossida al contatto con l'aria assumendo colorazioni talora molto intense bluastre e violette.
Nei funghi porcini i pori non hanno mai colorazioni arancioni o rosse e la carne tagliata non cambia colore al contatto con l'aria: non dovrebbe pertanto essere difficile escludere le specie potenzialmente tossiche dalla raccolta.
Questi funghi nel nostro Appennino sono noti con il nome popolare di verri.
Altra norma prudenziale che si può suggerire è di evitare di mangiare boleti crudi o non sufficientemente cotti, tenendo presente che la cottura alla griglia (inserire foto?) tende generalmente a cuocere i funghi di grosse dimensioni in modo insufficiente.
-  Il Boletus satanas nel Modenese prudenzialmente va in ogni caso considerato sempre tossico, quindi anche dopo sufficiente cottura.
E' caratterizzato da taglia spesso molto grande, da pori di colore variabile da arancione a rosso cupo, da un gambo massiccio e molto ingrossato alla base, da un cappello di colore bianco-sporco. La carne è di colore biancastro al taglio: in esemplari raccolti con tempo piovoso può assumere delle sfumature bluastre. L'odore è molto sgradevole nel fungo adulto. E' una specie che predilige i querceti di collina o media montagna.  

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